06 06 2016in La Roncaglia

Di spirito e di carne. La barbera e la cucina piemontese.

Quando si parla di Barbera, rigorosamente al femminile, la prima cosa che a un piemontese viene in mente è la piòla, l'osteria, luogo deputato a libagioni e canti, amicizie, amori, gioco epassioni, sportive e politiche, tutte accomunate da un amore sconfinato per la regina dei bicchieri di vetro spesso: la Barbera.

E con le nostre due Barbere, la Superiore e la beverina di famiglia, 'na stissa, vogliamo rinnovare questo rimando ideale alle piòle ormai perdutesi, oppure lanciatesi, con passo incerto, incespicante, forse segnato da un qualche bicchiere di troppo, in questo nostro presente.
E quindi, perchè no, la Barbera come grande vino, dalle piòle alle tavole stellate, la Barbera come accompagnamento ardito di piatti molecolari, la Barbera con i pesci di fiume, la Barbera financo col dolce, la Barbera superiore, a pieno diritto, compagna del tartufo.

E poi la Barbera con la grande cucina di Langa, ricca di sapori e voluttà, con gli arrosti, coi plin, col bollito e le salsine, col fritto misto. E scendendo verso il Mediterraneo la Barbera come ottima compagna dell'identitaria aiolì provenzale. E poi la Barbera nel brasato (non di solo Barolo si pasce la carne), il risotto alla Barbera, il ristretto di Barbera superiore sul gelato, persi e vin (pesche e vino), il grande classico dei dolci poveri, ma preziosissimo oggi con la Barbera superiore, lo zucchero muscovado e le pesche di vigna.

La Barbera, insomma, non può mancar al desco, come non deve mancare il pane. La Barbera è il vino quotidiano.

Rendete meraviglioso il vostro quotidiano con le nostre Barbere.